domenica, gennaio 29, 2023

Mezza Maratona a Vienna


Non è quasi cominciato il nuovo anno che già mi ritrovo in gara. Questa volta una mezza maratona qui al Prater di Vienna. Una giornata uggiosa, fredda che non fa venir voglia di alzarsi presto per andare a ritirare il pettorale e presentarsi al via. Rimango stupito dal gran numero di persone che, come me, questa mattina hanno fatto la stessa scelta. Evidentemente il clima delle gare podistiche sta cambiando. 

Per quanto mi riguarda sono veramente curioso di vedere quello che riuscirò a combinare. Nella gara di San Silvestro sui 5 km  e rotti mi sono trovato al traguardo un tempo abbastanza lento e non ho grandi aspettative. Il mio orologio, che vuole fare lo smart,  mi dice che nella mezza maratona non mi devo aspettare più di un 1h:44'. Gli do fiducia e mi dico che sarebbe già un ottimo risultato nel caso ci riuscissi. 

Il percorso prevede tre giri da 7km al termine dei quali è facile vedere con quale ritmo si sta andando. Riesco ad effettuare i primi due giri in 32' e in 33'. All'inizio del terzo e ultimo giro mi sembra proprio realistico un tempo finale con 1h e un 3 subito dopo, basta non crollare. Ci riesco bene e così mi aggiudico un bel 1:39':12" che mi garantisce il 50-emo posto e il 15-mo di categoria. La strada intrapresa per ritrovare un po' di velocità mi sembra ora quella giusta. Il prossimo 19 febbraio si replica, mentre la classifica finale si trova qui

In questo periodo avrei dovuto partecipare alla Grande Corsa Bianca sull'Adamello, ma anche quest'anno, purtroppo, non riesco ad essere al via.


mercoledì, gennaio 04, 2023

Quo Vadis

 


C'è una cosa che mi meraviglia sempre più col passare del tempo. Vale a dire che il bravo podista da crisi di mezza età prima o poi mette anche lui le scarpe il chiodo. Pensa che ormai abbia già dato. Il personal best nella maratona ormai è scolpito nel marmo più pregiato e  mai potrà più essere scalfito. Prevale una certa noia di fondo, che fa passare dal blog degli anni zero, agli amici virtuali di Facebook degli anni dieci, ai follower su Instagram alla soglia degli anni venti, magari con qualche avventura su Youtube grazie alla nuova Go-Pro trovata sotto l'albero di Natale. Ma social o non social qualcosa sembra incepparsi nell'ingranaggio motivazionale. Certo l'over training è sempre in agguato, e rimandare un allenamento non è mai sbagliato, ma il tasto del telecomando con la scritta Netflix è un serpente che non molla. Le uscite latitano, le iscrizioni alla gare non hanno seguito in quanto si fa fatica a raggiungere perfino la linea di partenza (DNS perché la sveglia del iPhone non ha funzionato per le batterie scariche). Così piano piano altri eventi e gruppi Whatsup, quelli che scaricano le batterie dell' iPhone, hanno il sopravvento.

Questo è anche il  periodo nel quale dovrei fare propositi per il nuovo anno. Per esempio seguire la via dei miei coetanei, semplicemente cambiare hobby. Anche il mio gruppo sportivo si è sciolto. Potrebbe servirmi iscrivermi alla Newsletter della Porsche? Prenotare una guida di una Tesla? Iniziare a farmi la cantina? Magari. Invece sono ancora su questo blog, sempre fermo agli anni zero e insensibile ai cambiamenti che mi dovrebbero portare perlomeno ad un account su TikTok. 

Non voglio però andare troppo fuori tema e intanto che aspetto il 10 gennaio, pietra tombale di tutti i buoni propositi per il nuovo anno, ho deciso, per questa mia quattordicesima stagione di corsa, di ricominciare dalla mezza maratona. Così sarò al via dell'Eisbärlauf, tre mezze, una al mese, per i prossimi tre mesi qui a Vienna. 

Per gli allenamenti ho deciso di seguire un gruppo Telegram esclusivo che riporta le più occulte tabelle d'allenamento che i vari Runners World non hanno mai avuto il coraggio di pubblicare. Rivista che una volta divoravo, ma che, purtoppo, non ha il target del podista da crisi di mezza età ormai maturo. Infatti non ho mai trovato un articolo che dicesse "Con queste tabelle smettere di correre in tre settimane". Oppure nella rubrica del medico sportivo "Smettere di correre senza passare dall'ortopedico è possibile". Anche l'articolo della neodottoressa dietologa, con tanto di foto che spiega il declino di riviste alla Playboy,  del tipo "La dieta ideale per una vita sedentaria di successo" manca completamente. 

Se è questo quello che passa il convento, Best Age invece di Personal Best, gli allenamenti occulti di Telegram è la mia ultima speranza, che poi proverò a documentare su questo blog.


domenica, gennaio 01, 2023

Gara di San Silvestro 2022

Dopo tre anni di pausa sono tornato ai nastri  di partenza della gara di San Silvestro qui a Vienna. Una prestazione che rivela il mio stato di forma attuale nelle distanze corte. Paragonata con la prestazione del 2017 ci sono due minuti di differenza, un po' troppi per essere giustificati con il passaggio alla nuova categoria M50.


Questo il dettaglio di tutte le mie partecipazioni:

Silvesterlauf - 5.325m

2009-12-31

0:24:47

495

Silvesterlauf - 5.325m

2010-12-31

0:21:24

139

Silvesterlauf - 5.325m

2011-12-31

0:20:44

99

Silvesterlauf - 5.325m

2012-12-31

0:20:52

110

Silvesterlauf - 5.325m

2013-12-31

0:20:03

82

Silvesterlauf - 5.325m

2014-12-31

0:20:41

87

Silvesterlauf - 5.325m

2017-12-31

0:21:28

110

Silvesterlauf - 5.325m

2019-12-31

0:26:37

805

Silvesterlauf - 5.325m

2022-12-31

0:23:37

222





lunedì, dicembre 05, 2022

Bilancio stagionale 2022


Con la gara del Wien Rundumadum (WRU) anche questa volta termina qui la mia stagione. Ora è momento di bilanci. Che dire di quest'anno appena passato. Parto dai numeri che forse è più semplice.

Gare concluse 7, tre maratone, tre ultra e, ufficialmente, anche una cinque chilometri. Un totale di 1021 chilometri col pettorale portato al traguardo. Solo nel 2016 sono riuscito a correre un centinaio di chilometri in più. 

Parto in gennaio, a Trieste, con la prima ultra dell'anno per il trail della Bora. Qui colleziono subito il secondo DNF della carriera. Non male come inizio. Visto il tipo di gara, e gli errori che  faccio, ci sta e non mi sbilancio più di tanto. A febbraio ho una buona condizione che mi fa ben sperare per la gara scozzese di Cape Wrath, il mio vero obbiettivo stagionale. Invece colleziono una serie di intoppi, sempre fuori dal mio controllo, che mi mettono fuori servizio per qualche settimana. Tento di recuperare il tempo perduto ma m'infortuno subito. Solo in Aprile, nella maratona di Vienna, riesco a ritrovare una corsa senza dolori. Un po' tardi per la prestazione e così collezziono uno dei peggiori risultati nella gara viennese. Ormai è chiaro che in Scozia non potrò essere al meglio e così decido di spostare il clou della stagione a settembre, dove voglio tornare in Svizzera per lo Swiss Peaks 360. La maratona del Welsch, pochi giorni dopo quella di Vienna, mi dice che la strada intrapresa è quella giusta, ma manca ormai pochissimo all'appuntamento scozzese di fine Maggio. 

In Scozia riesco a partire e finire classificato per mera fortuna.  Il meteo, il tipo di gara della corsa a tappe e terreni sconosciuti sono una sfida tremenda. L'errore grossolano che faccio il settimo giorno, vale a dire partire con scarpe non mie, senza ammortizzamento e mai usate prima, lascia il segno. Riesco non so come a ricevere la medaglia, ma disintegro le suole dei miei piedi. Il danno non è indifferente e in giugno, due settimane dopo Cape Wrath, ho in programma di partire per la Mozart. Nessuna chances: non parto (DNS). I piedi finiranno di spellarsi solo a fine novembre cinque mesi dopo. 

A luglio, finalmente, riprendo a correre come si deve. Ho anche il privilegio di accompagnare Christian Magadits, alias Magi, alla sua seconda trasferta nella valle della morte in California. Gli rimango al fianco per molte ore e le sensazioni che ho, specialmente nella salita finale, sono ottime. Al ritorno dagli Stati Uniti la voglia di fare bene in Svizzera è tanta. Forse troppa. Così ad inizio agosto sono di nuovo fermo per infortunio al polpaccio. Continuo a non riuscire più a capire quando il carico d'allenamento diventa troppo.

Arrivo alla partenza dello Swiss Peaks dopo dieci giorni di stop assoluto. Qui la corsa non è così importante, mi dico, e mi propongo di trovare la condizione strada facendo. Invece sono sempre lì pronto a gettare la spugna, anche se poi le gambe mi sconfessano. La condizione, invece, questa volta strada facendo peggiora e tutto nella testa diventa difficile. La soddisfazione al traguardo è incredibile, ma le difficoltà incontrate pesano a livello psicologico come macigni. Ad un certo punto penso anche che sia arrivato il momento della mia ultima ultra della carriera.

Dopo lo Swiss Peaks, invece, la mia voglia di tornare a gareggiare è enorme. Ho voglia di rivincita. Tra condizione approssimativa, gambe stanche e pesanti, tornare a correre su dei livelli accettabili è ora veramente duro. Però ho ancora la gara del WRU e qualche settimana di tempo a dispozione. In mezzo anche la maratona di Linz. Riesco ad inannellare diverse settimane con ottimo carico e ritrovo anche accenni di qualità. Alla maratona di Linz provo di nuovo la gioia di un tempo sotto le quattro ore con split negativo. Al WRU forse sono un po' affaticato, ma ho un grande supporto su tutto il percorso. Parto, per la nona volta, con grande sicurezza. Una leggera flessione nella Lobau non m'impedisce di riconfermare il piazzamento dello scorso anno. Vale a dire decimo posto con un solido recupero negli ultimi chilometri.

Due settimane di pausa e via che riprendo la preparazione per la mia  quattordicesima stagione di gare di corsa. Sto molto bene ed ho una grande voglia di correre. Forse è questo il miglior risultato stagionale di questo, inconsueto, 2022. 


martedì, novembre 08, 2022

Wien Rundumadum 2022

Al traguardo

Come da nove anni a questa parte, la mia stagione delle ultra finisce con il classico giro attorno a Vienna da 130Km (WRU). Anche se le edizioni scorrono via via come se niente fosse, la mia motivazione a fare bene al via, anche quest'anno, non manca. Probabilmente perché ho arrancato tutto l'anno, partendo in gare decisamente impegnative non sempre al meglio, che poi hanno reso difficile la partecipazione a quella successiva. Mi riferisco alla serie: Trail della Bora, Cape Wrath e Swiss Peaks 360. In ogni modo, dopo la gara in Svizzera, mi sono ristabilito e a Linz nella maratona ho ritrovato un po' di velocità. 

Qui a Vienna non mi posso lasciare andare a sorprese, conosco il percorso perfettamente ed ho molti riferimenti passati. Il via è alle 5:30 in un orario invernale che, in pratica, non richiede la lampada. Non piove, il terreno è un po' umido dalla pioggia del giorno prima, con un vento da nord abbastanza fastidioso. Parto tranquillo e sui sentieri del Wienerwald provo un po' a staccare i miei compagni. Non ho una grande velocità,  ma proseguo in solitaria senza patemi. Quest'anno ricevo già un supporto nella prima parte, che è poi è di grande aiuto in quanto, senza le fontane aperte, è difficile rifornirsi di acqua sul percorso. 

Il WRU è una gara particolare. Il supporto esterno è permesso e gradito dai partecipanti. A memoria, non ricordo altre gare in cui questo sia ancora possibile. Non sarà il massimo del fair play a livello di classifica, specialmente per chi viene da fuori senza un supporto esterno, ma lo spirito di questa gara non è quello della competizione da classifica, bensì il divertimento nell'affrontare una sfida impegnativa con se stessi. Per quanto mi riguarda, correre per la città dove vivo in compagnia di amici e famigliari è un piacere che mi stimola a fare bene. 

La prima metà scorre senza problemi, anche se, passate le colline nella parte pianeggiante, comincio a sentire le gambe un po' pesanti. Dopo il ristoro personale vicino a casa, gli ultimi 60km li affronto in compagnia. Anche qui non mi devo preoccupare dei rifornimenti e tutto quello che ho bisogno mi viene passato. All'inizio del pezzo sul Danubio, tra vento e quadricipiti piombati ho una gran voglia di camminare. Tengo duro, ma lo stesso il mio ritmo cala di una cinquantina di secondi al chilometro. È un calo che mi dura fino a 20km dal traguardo, quando ormai è buio. Il mio rallentamento mi fa anche perdere due posizioni, ma non posso farci molto. Quello che importa ora è cercare di uscire da questa situazione. Cibo, bevande, integratori, ritmo un po' più basso e pause un po' più lunghe per cercare di ristabilire un ritmo migliore. L'ultima salita, con relativa discesa sul porfido, anche quest'anno mi rimette in gara. Così sui pietroni della Kellergasse recupero posizioni perdute con il mio socio che si lamenta del pavé. Lamento, che, dopo una settimana in Svizzera nella regione Vallese, non posso condividere con i miei quadricipiti che non fanno una piega facendomi riguadagnare posizioni perdute. Anzi, ritrovo un po' di velocità persa nel bosco della Lobau per un finale senza problemi. 

Al traguardo arrivo dopo 15h:46' in un' ottima decima posizione. Proprio non male questo finale di stagione. Ora finalmente un po' di pausa e poi vedrò come sarà il 2023. Di certo non mancherò al via della decima edizione del WRU.   









mercoledì, novembre 02, 2022

Tutto pronto per il Wien Rundumadum 2022

Il prossimo 5 novembre alle ore 5:30 sarò al via per la nona volta consecutiva al Wien Rundumadum, gara da 130Km e 1800 D+ attorno alla città di Vienna.

Il Tracker della gara sarà il consueto https://wien-rundumadum.legendstracking.com/ dove quest'anno avrò il pettorale 44.

lunedì, ottobre 24, 2022

Maratona di Linz

La mia ultima gara prima del Wien Rundumadum (WRU) è la maratona di Linz. In una splendida giornata autunnale mi porto, da Vienna,  nella vicina città austriaca con il solo pensiero di non addormentarmi troppo per non saltare la fermata del treno. Il via è alle 9 e 30 in punto dopo le foto di rito con i colleghi di lavoro locali.  Per questa gara ho delle sensazioni strane, non voglio strafare per non pregiudicare la mia preparazione al WRU, ma neanche mettermi a correre come se fossi ancora in pigiama. Le ultime tre maratone in questi ultimi quindici mesi sono state, per una ragione o per l'altra, sempre sopra le quattro ore e oggi vorrei proprio invertire la tendenza. Non che il tempo finale della maratona si fa esprimendo un desiderio, ma gli allenamenti post Swiss Peaks dovrebbero consentirmi di farlo.

Il mio socio mi da appuntamento nei pressi del pacer delle 3h:45'. Mi dice che seguirà il pacer per la prima parte e poi proseguirà più tranquillo. Non è una tattica che mi convince e il ritmo dei 5':20" al km, come scritto sulla bandiera, non mi attira. Troppo veloce gli dico e parto del mio ritmo staccandomi subito. Non ricordo un'esperienza positiva nel seguire i pacer in quanto, nelle poche volte che gli ho seguiti, sono partiti veloci per poi rallentare alla fine e raggiungere il tempo finale previsto. Negli allenamenti delle settimane scorse ho provato questo ritmo, ma non ho fiducia nella mia tenuta. Quindi la mia tattica di giornata è quella di partire tranquillo e, se voglio provare qualcosa di più ambizioso, aspettare la seconda parte. 

Il percorso è immerso in una nebbia mattutina senza vento. Per quanto mi riguarda una condizione più che ottimale. Il profilo non è proprio piatto, ma parlare di salite mi sembra di esagerare. Però ci sono cambi di pendenza che richiedono attenzione. Mi accompagnano numerosi partecipanti alla mezza-maratona che poi lascerò a soli pochi metri dall'arrivo per un giro aggiuntivo dei restanti ventuno chilometri. Il vantaggio è che mi faccio un'idea ben precisa di quello che mi aspetterà negli ultimi sei chilometri, vale a dire percorso nervoso e porfido finale. Lo svantaggio è quello di assaporare il traguardo finale quando sono ancora a metà. 

Al passaggio della mezza guardo il cronometro che segna 1h:53', sette minuti da amministrare nella seconda parte, dove mi trovo solo com'era prevedibile. La mia solitudine si porta con sé  sensazioni di fame impreviste, non proprio un bel viatico, che comunque riesco ad ovviare con dei biscotti. Cibo extra che mi sono portato in caso di imprevisti assieme ad un paio di classici gels. Probabilmente l'alimentazione pre gara non è  andata come doveva, oppure il corpo pensa che sarò in gara per chissà quanto tempo.  In ogni modo i biscotti funzionano e mi riprendo. Dopo un paio di chilometri comincio anche a recuperare chi ha voluto esagerare col ritmo nella prima parte. Proprio non male, mi dico, e intanto il mio ritmo aumenta spinto dall'entusiasmo. Riprendo il mio socio, abbastanza provato, al km 34 che mi incita a continuare. Nel finale non mi lascio sorprendere dal percorso e continuo la mia cavalcata. Nel finale un corridore, dopo che lo supero, prova a rimanere attaccato per sprintare. Ma è al gancio e su un arrivo in leggera salita sul porfido, non ho proprio voglia di regalare la posizione e così ritrovo anche un po' di spirito competitivo residuo di tempi remoti.  

Taglio il traguardo in  un ottimo 3h:45':08" con un split negativo di due minuti, una fattore molto inusuale negli ultimi tempi su questa distanza. Con questa maratona si chiude anche la mia mini preparazione al  WRU, che spero di affrontare con la stessa tenuta.  

Maratona di Linz 2022 dettaglio:

Prima mezza: 1h:53':50"

Seconda mezza 1h:51':18"

Splits:

9,4km00:49:5849:5805:1911.29
21,1km HM01:53:5001:03:5205:2810.99
24,1km02:11:2017:3005:5010.29
30km02:42:2831:0805:1711.37
35,1km03:08:1625:4805:0411.86
Ziel03:45:0836:5205:1511.43285


Prima di partire

Al traguardo con la medaglia

In griglia dietro al pacer aspettando il via