domenica, agosto 04, 2019

DirndltalExtreme 2019


Abbraccio finale con l'organizzatore Gerhard Lusskandl.
Sarà l'ultima volta?

Traguardo raggiunto assieme alla staffetta

Bacio al nastro dell'arrivo
Traguardo


Appena prima del CP2

CP7 durante il temporale

Rinfrescata al mulino

Verso il CP5
Premiazione

Appena partiti verso il CP1



Alla sesta volta al DirndltalExtreme sono riuscito, complice un meteo per me molto favorevole, a migliorare il mio tempo finale andando per la prima volta sotto le quindici ore.
Per i classici 111km e 5000D+ del percorso attorno al Pilachtal, quest'anno ho impiegato 14h:41'  che mi è valso il sesto posto finale e la quarta fibia per aver completato il percorso sotto le diciotto ore.
La classifica finale si trova qui.

Raggiunta l'ultima edizione, posso ora mostrare la tabella delle mie prestazioni negli anni. Il DirndtalExtreme ha contato 8 edizioni, sei volte presente e finisher, non vi ho partecipato solo nel 2012 e 2016.
La partenza è stata sempre alle ore 6:00 di sabato, mentre la sigla CP significa Check point. Il percorso è sempre rimasto uguale negli anni. I tratti evidenziati si riferiscono agli split più veloci.
Anno CP1 CP2 CP3  CP4   CP5    CP6    CP7     CP8    CP9  CP10    Arrivo  Durata
2019 06:58 08:28 09:55 11:15 12:58 14:25 15:51 16:52 18:18 19:45       20:41 14h:41'
2014 06:55 08:22 09:53 11:15 12:53 14:23 16:01 17:13 18:44 20:23 21:29 15h:29'
2015 07:03 08:30 09:57 11:33 13:22 14:52 16:29 17:30 19:05 20:34 21:34 15h:34'
2017 07:01 08:34 10:04 11:32 13:14 14:42 16:15 17:27 18:58 20:41 22:04 16h:04'
2013 06:58 08:23 10:00 11:35 13:48 15:40 17:44 19:43 21:06 23:18 00:51 18h:51'
2018 07:02 08:39 10:49 12:42 15:07 17:12 19:30 20:47 22:50 01:53 03:09 21h:09'



mercoledì, luglio 31, 2019

Verso il Dirndltal Extreme 2019

Dopo la trasferta californiana, abbastanza faticosa per la verità, anche se solo come pacer, il prossimo fine settimana torno ad indossare il numero di pettorale nel classico Dirndltal Extreme.

Se ripenso allo stato in cui mi sono presentato lo scorso anno, con tutti i mie dubbi e affanni, questa volta è decisamente diverso. Magari il risultato sabato prossimo sarà ancora peggiore, ma di una cosa sono sicuro che sarà diverso: l'approccio.

Se nel 2018 di questi tempi passavo molto tempo a seguire le vicende di Ulisse che si faceva legare all'albero della nave per sentire il suono delle sirene, questa volta, il mio passatempo preferito sono le musiche dei violoncelli.

giovedì, luglio 25, 2019

Badwater Ultramarathon nel team di supporto

Nella recente Bad Water Ultramarathon ho avuto il privilegio di accompagnare il corridore Christian Magadits alla sua prima avventura nel deserto della California dopo i suoi trionfi nella Race Across Burgerland ai quali non sono mancato.

Qualche impressione della manifestazione.

All'alba, la gioia del traguardo, posizionato a 2500 metri di altitudine,
dopo 32 ore e 31 minuti  e due notti insonni.
Posizione finale 18 su 95 partenti.

Appena prima della partenza prevista per le ore 21:30.
Temperatura di 47 gradi a 85 metri sotto il livello del mare.
Nel cuore della death Valley.

Foto di rito al ritiro del pettorale del team. Da sinistra:
Helmut Treitler (head team, pacer),
Christian Magadits (runner),
Igor Sarzi Sartori (team member, pacer),
Günter Zwanzinger (team member, driver)

Verso la dodicesima ora di gara. Easy run in discesa
in uno dei rari momenti di pacing durante le ore di luce.

Ricognizione il giorno prima della gara alle ore 15.
Temperatura di 124° Fahrenheit, circa 51° gradi Celsius

Christian Magadits quando il sole sta per calare e
la seconda difficilissima notte sta per iniziare.
Al passo, come per tutti i restanti 52km che lo separano dal traguardo

Un articolo dell'impresa pubblicato da Krone Zeitung

Foto al traguardo

Inno nazionale allo start con la bandiera




domenica, luglio 07, 2019

Corsa in montagna a Rabenstein

Chiusa la fase delle gare ultra del periodo maggio giugno, ne comincio una nuova che riguarda i prossimi 4 mesi fino al Wien Rundumadum.
Quest'ultimo periodo è stato contrassegnato da alti e bassi, dove le gare effettuate in maggio mi hanno presentato delle piacevoli sorprese (Ötscher e Welsch), mentre, al contrario, quelle in giugno delle belle batoste, Mozart e Veistch in primis.


Archiviata la primavera, per iniziare la stagione estiva/autunnale sono tornato nel Pilachtal dove il prossimo 3 agosto sarò al via del tradizionale Dirndtltal Extreme.
Di buon mattino mi sono recato a Rabenstein dove si svolge la tradizionale corsa denominata "Geisbühellauf", già completata nel 2014 e 2011.
Un po' per ritrovare l'atmosfera del Pilachtal, un po' per provare le gambe in una gara veloce e un po' per vedere come vanno i polmoni, vero tallone d'Achille di questo periodo. La gara "Geisbühellauf" è di 5 chilometri di sola salita con 500D+.

Le condizioni climatiche molto diverse rispetto a quelle che ho trovato sul Veitsch mi hanno consentito un tempo finale di 34':14" (posizione 27), non molto lontano da quello segnato nel 2014, che però è stato 1' più veloce.
Questa volta, però, sono riuscito a correre su tutto il tragitto, compresa la rampa finale, che nelle precedenti edizioni  ho sempre affrontato al passo. Probabilmente, su queste pendenze, una breve fase al passo veloce è la tattica migliore per affrontare lo sprint finale dove poi spiana. Ma la voglia di non smettere la corsa passando al cammino ha prevalso. Così ho fatto lo sprint finale con gambe piombate, sempre che si possa chiamare sprint finale.

La classifica finale si trova qui.

Arrivo



Partenza


domenica, giugno 30, 2019

Veitsch 2019

Arrivo dopo 6h e 44'

Primo checkpoint dopo 1h e 47'
Classifica qui.


Arrivo

cp1

Criptonite (pianta a sinistra)

Distese di criptonite



martedì, giugno 25, 2019

Prossima gara? Veitsch

Non ho bisogno d'aspettare molto tempo prima di tornare ad attaccare il numero alla maglia.
Infatti, il prossimo 29 giugno sarò al via della 33-ema edizione della gara sul monte Veitsch. Gara da 54km con 2200 D+, che ho già affrontato altre 4 volte, ma alla quale manco dal 2016.

Caminante, no hay camino,se hace camino al andar.

domenica, giugno 16, 2019

Mozart100 - 2019

La gioia dell'arrivo all' 1:44 di domenica mattina
dopo 20 ore  e 44 minuti di gara

Anche quest'anno è arrivato il momento del fatidico debutto nelle gare a tripla cifra. Questa volta ho scelto la Mozart100 a Salisburgo, gara da 109km e 5000D+. Essa è una gara del circuito world tour, che ha attirato la presenza di numerosi partecipanti da tutto il mondo. Infatti, i due terzi degli iscritti  non erano cittadini austriaci.

Alla partenza arrivo in treno direttamente da Vienna il giorno della gara. Le temperature di Salisburgo sono alte e sembra di essere più a Rimini che in una città ai piedi delle Alpi. A me va bene, così mi posso cambiare con calma nel cuore della notte in piazza senza essere al chiuso.

A questa gara arrivo con molta fiducia. Le gare effettuate in maggio hanno dato ottimi riscontri e le batoste di marzo e aprile sembrano un lontano ricordo. Anche se il Wappenlauf, col senno di poi, mi ha dato dei segnali che qualcosa non quadra, specialmente in prossimità dei prati. Ma non ho dato molto peso alla cosa visto che è sempre difficile capire il perché della mancanza di prestazioni, sopratutto in tempi in cui gli allenamenti sono molto intensi.

Alle 5 di sabato lo start, cielo nuvoloso e caldo umido. Dalle retrovie parto assieme a Michele e Sigi compagno di allenamento nei Freunde des Laufsports. La mia strategia di gara è studiata da tempo e molto semplice. Fino alla cima del Zwölferhorn, al km 70, andatura sempre controllata, specialmente nei tratti camminati. Poi cambio marcia nei tratti facili e corribili seguenti, che fino al traguardo non mancano.

Però qualcosa subito dopo il via non torna. Sarà l'umidità elevata mi dico, ma la mia corsa è affannosa fin da subito.
È la quarta volta che faccio questa gara e so' molto bene cosa mi aspetta, ma quest'anno sembra che le carte si siano rimescolate. Il meteo strano di questo 2019 ha fatto si che i problemi di allergia, che di solito avevo in aprile e maggio, si siano presentati già in marzo e posticipati a giugno, con in mezzo una pausa liberatoria in maggio.

Fin da subito mi tocca lasciare la compagnia dei miei soci, in quanto non riesco a respirare bene. Lo faccio nel pezzo che mi piace di più, in riva al lago Fuschl. Quando ancora questa gara era fatta su due giri, mi vantavo di riuscire a correre qui anche al secondo giro. Ma i tempi cambiano.
Comunque non mi lascio abbattere più di tanto in quanto la gara è ancora molto lunga.

Sul primo verticale impegnativo verso i 1300 metri di quota ritrovo una buona condizione. Il sole che scaccia l'umidità iniziale mi fa stare decisamente meglio. Così provo un po' la gamba in discesa e non va affatto male. La botta psicologica la prendo quando raggiungo le sponde del lago Wolfgangsee. Qui la vegetazione è uguale a a quella del Fuschl e non riesco ad andare. Il problema sono gli alberi a foglia larga tipici del bosco chiaro a bassa quota. Ma anche i campi di erba alta e appena tagliata.

Siccome l'aria mi viene a mancare quando sono sotto sforzo, la salita successiva verso il Zwölferhorn, oltre 1000 metri di dislivello in 5km, l'eseguo molto lentamente senza lasciarmi intimidire dalle posizioni perse. Nel 2017 questa salita arrivava fino alla stazione di metà, ora faccio un controllo per misurare quanto impiego in più per andare in cima e ritornare al punto del 2017. Impiego un 1h e 17' per completare questo tratto aggiuntivo. Mi aspettavo meno, ma la salita è dura e la mia andatura lenta.

Intanto i pronosticati temporali cominciano a farsi vedere e sulla via di ritorno, verso il lago Fuschl, mi sorprende una pioggia torrenziale, senza grandine, ma per me è un vero toccasana. Finalmente riesco a respirare bene ed arrivo al lago in un attimo, recuperando numerose posizioni. Qui, al ristoro, la situazione è surreale. Molti corridori hanno il telo d'emergenza addosso, infreddoliti ed hanno abbandonato la gara. Per via del temporale? Probabile, ma non lo chiedo. A me, invece, da fastidio che la pioggia sia finita. Infatti quando la pioggia smette e le temperature rimangono alte, l'evaporazione dell'umidità rafforza i problemi causati dall'allergia. Provo lo spray per l'asma, ma il sollievo che genera, dopo un minuto è già finito. Così il tratto lungo l'altra sponda del lago Fuschl diventa peggio del primo.

Ormai la mia gara, per quanto riguarda il cronometro, è segnata e, tranne arrivare in fondo, non mi aspetto altro. Devo solo stare attento ai tempi massimi dei vari controlli per non correre il rischio di sforare. Visto i numerosi DNF finali, molti obbligati dall'organizzatore, una condizione non affatto rara.
Il mio stato è strano, non sto male come a Bad Vöslau dove avevo persino la tosse, ma semplicemente non respiro sotto sforzo. Quindi andando sufficientemente piano, il fisico rimane intatto, sopratutto le gambe e posso andare avanti.

Al tramonto, verso il km 90, lo scenario è incantevole. Poi riprende a piovere e qui sento un altro ritorno di energia. Mi tolgo la soddisfazione di correre in tratti dove neanche negli anni passati riuscivo a correre, scavalcando dei corridori molto sorpresi da questa trasformazione. Ma la pioggia, così com'è venuta, sparisce  in fretta lasciando lo spazio ad una splendida luna piena e riportando i miei problemi precedenti.
Ora, ogni piccolo sforzo nel bosco è accompagnato da un forte fiatone, mentre in discesa non riesco più a recuperare, in quanto il fango ha reso il percorso molto insidioso e richiede la massima attenzione.

Visto che il treno che mi deve riportare a casa parte alle 3 e 24 di domenica mattina, decido che non ha senso velocizzare l'andatura per spaccarsi i muscoli e magari dover aspettare in stazione l'arrivo del treno. Quindi scelgo di camminare fino all'arrivo. Non so quante posizioni abbia perso nell'ultimo tratto, ma non sono poche. Un tizio mi sprinta addirittura all'ultimo semaforo, relegandomi alla posizione  finale 214 della classifica uomini, mentre già pregustavo la gioia della posizione duecentotredici.
Taglio il traguardo con grande serenità all'1 e 44 (20 ore 44' di gara) salutando  i numerosi personaggi della notte che affollano queste notti estive di Salisburgo. La classifica completa si trova qui.

Per concludere, la mia quarta Mozart100 è andata molto diversamente dalle mie aspettative (+5h rispetto al 2017). In termini di prestazioni un passo indietro rispetto ai passi in avanti di Ötscher e Welsch. Ma tranne rinunciare a partire quando ci sono queste condizioni, non vedo altre possibilità se non quella di accettare il fatto che, in determinate condizioni ambientali, il mio fisico reagisce in questo modo.
Mi sto' abituando a prestazioni penose? Può darsi, ma la serenità dell'arrivo è da ricordare. 

Profilo e traccia della Mozart100 ed. 2019

domenica, giugno 09, 2019

Wappenlauf, ultimo test prima di Mozart 100

Wolfgangsee, uno dei laghi della Mozart 100
Aspettando il debutto nella prima ultra stagionale con chilometraggio a tripla cifra, ho provato una rifinitura a Siegenfeld nel tradizionale Wappenlauf. Gara veloce da 11,6km e 180D+ con molti passaggi su strade forestali. L'ultima volta che l'ho affrontata è stato nel 2016, anche allora una settimana prima della Mozart100.
Questa volta non sono riuscito a ripetere il tempo finale del 2016, ma il 53':13" di quest'anno non è poi così lontano. Meteo che è passato decisamente all'estivo, un clima, combinato con gambe un po' imballate, che non mi fa impazzire di gioia. Un paio di settimane fa a Lackenhof, dove ancora c'era neve a quote decisamente molto basse, le sensazioni erano molto diverse.

Staremo a vedere sabato prossimo, a Salisburgo, col caldo se riuscirò a gestire bene una gara per niente banale (109km 5000 D+).

Arrivo del Wappenlauf col chip a mano

sabato, maggio 25, 2019

Ötschermarathon 2019

Lancio della borraccia al traguardo
Dopo 7 anni sono tornato a correre l'Ötschermarathon, gara da 50km con 1850 D+, più che altro per effettuare un buon allenamento in vista della Mozart100. Ne è uscita una buona gara, con tempo finale di 5h:49' che mi è valso il 42-emo posto finale, migliorando di 27' il mio tempo precedente.

L' Ötschermarathon è una gara, in confronto alle altre ultra, molto veloce. Il problema principale è che se si cerca il tempone è facile partire molto veloce, ma poi può capitare di rimanere piantati nella parte finale, che è molto più difficile della prima parte. A me è capitato proprio questo nel 2012.
Questa volta, invece, ho cambiato totalmente la strategia, cercando un ritmo molto confortevole in discesa, ma anche rischiando poco in salita. Questo fino al km 30, quando si entra dei Gräber (a quel punto avevo 14' di ritardo rispetto al 2012). Da lì invece ho forzato il ritmo recuperando molte posizioni e il ritardo rispetto alla mia precedente partecipazione. Finalmente una gara non falsata dall'aria primaverile, che mi è servita per fare il punto della situazione.

Intorno al km 12

traguardo

Scambi di opinioni da medagliati

giovedì, maggio 23, 2019

Next stop: Ötschermarathon

Lungo il percorso

In vista della prossima ultra di giugno a Salisburgo, la Mozart100, ho deciso all'ultimo di tornare a Lackenhof sui sentieri della mia prima ultra-maratona. Ho bisogno un po' di caricare i volumi e il calendario nuovo di questa gara mi ha fatto propendere per l'iscrizione. Così il prossimo 25 maggio sarò al via della prima tappa, e solo quella, dell'Ötschermarathon, gara da 50km con 1850D+.
Ricordo che dopo il mio debutto, segnato da una crisi atroce al km 35, mi ripromisi di tornare cercando di affrontare la gara in modo più ragionevole. Dopo sette anni è arrivato il momento.

venerdì, maggio 10, 2019

Welschlauf al primo posto

Arrivo in parata
Alla maratona del Welsch questa volta è stato un bel primo posto nella classifica "gruppi". Vale a dire che nel gruppo composto da cinque maratoneti, il quinto peggior tempo viene considerato come tempo finale dell'intero gruppo.
Il nostro team (il "Gretzel") è sempre rimasto compatto fino al traguardo. Nessun altro gruppo ha fatto meglio del nostro tempo finale di 4h:03' così nel tendone die Wies siamo saliti sul gradino più alto del podio. Non male.



Le mie statistiche alla maratona del Welsch (5 partecipazioni):

2012: da Wies a Erenhausen, tempo 3h:40':07. Classifica "Gretzel": non classificato
2013: da Erenhausen a Wies, tempo  3h:52':53". Classifica "Gretzel", 2-ndo posto
2015: da Erenhausen a Wies, tempo  4h:20':37". Classifica "Gretzel", 3-zo posto
2017: da Erenhausen a Wies, tempo  4h:07':56". Classifica "Gretzel": non classificato
2019: da Erenhausen a Wies, tempo  4h:03':30". Classifica "Gretzel": 1-mo posto





martedì, aprile 23, 2019

E ora?

VCM: primo giro di boa
Terminata il passaggio alla prima boa stagionale, con la maratona di Vienna, è l'ora di ricalibrare la direzione dei prossimi appuntamenti. Parlo di boa in quanto abitualmente la maratona di Vienna segna un cambio nella gestione delle gare e degli allenamenti. Ora il fulcro si sposta decisamente nella preparazione delle ultra. Mozart100 (15 giugno) è senza dubbio il mio prossimo obbiettivo. Ma nel frattempo ci sarà tempo per la maratona del Welsch (4 maggio).
Però, visto il calendario, può darsi che sia anche ai nastri di partenza dell' Ötschermarathon (25 maggio), la mia prima ultra in assoluto della carriera alla quale non sono mai più tornato. Magari solo al primo giorno per una rifinitura in vista di Salisburgo, che quest'anno si prospetta una Mozart100 molto tosta.

Anche se, vedendo quello che sta facendo il settantenne Gene Dykes, che fa il personale sotto le tre ore in maratona a settantanni usando come preparazione le ultra, invece dei lunghi, viene voglia di imitarlo. Un tipo di preparazione che, per quanto mi riguarda, non mi ha sorpreso più di tanto. Anzi, comincia a farmi considerare le mie prestazioni su gare brevi ottenute dopo le ultra in modo diverso.

martedì, aprile 09, 2019

VCM 2019

Tempo: 3h:47':35".
prima mezza 01:43:50

seconda mezza 02:03:45

Splendidi i tratti senza sentire l'aria molesta.








martedì, aprile 02, 2019

Ultimi giorni prima della maratona di Vienna

Sono questi gli ultimi giorni prima della mia prima maratona stagionale. Non sarà per me un debutto nella distanza, tanto meno nella manifestazione, che mi vedrà alla partenza per la settima volta consecutiva.
Quest'anno, però, le motivazioni sono diverse. La disciplina in se, intesa come ricerca del personale  sui 42,195km, non fa parte dei miei programmi stagionali. In aggiunta, in questo periodo dell'anno mi trovo alle corde con un aria primaverile che mi fa funzionare molto male i polmoni. Allergia.
Però questa volta, non come lo scorso anno, il fenomeno non mi ha colto di sorpresa. Anzi, mi sta affiancando da diverse settimane costringendomi a limitare gli allenamenti o, a volte, anche cancellarli. Ci sono stati giorni in cui credevo veramente che rimandare la partenza non sarebbe stata affatto una cattiva idea.

Poi ho cominciato ad analizzare la situazione, che ha origine da una causa che non posso controllare e colpisce solo determinate persone con diverse intensità. Un'origine molto iniqua, rampa di lancio ideale per interpretare il ruolo della vittima. Quello del sarei perfetto se non fosse per l'evento xy che mi tocca subire. Del sarei stato incredibile se non fosse stato per quest'altro evento yz che ho dovuto subire. E via di questo passo.

Qui ho cominciato a cambiare il modo di vedere la gara di domenica prossima. Non come l'ennesima occasione mancata, ma la sfida contro circostanze sfavorevoli. Non che con un mio determinato atteggiamento esse possano cambiare, anzi, se c'è un punto fisso è che mi mettono in croce, volente o nolente. Coi farmaci meglio sorvolare. Non che quelli comuni funzionino, ma neanche quelli  prescritti dal medico e magari sulla lista del doping, a me, servono a ben poco.

Ma è proprio in mezzo a  queste circostanze sfavorevoli che ho trovato la motivazione alla battaglia. Del nonostante tutto, alla fine, la voglia di dare il massimo anche quando basta un niente per annullare il mio rendimento e umiliarmi nel cronometro.  Circostanze che avranno in pugno il tempo col quale taglierò il traguardo, ma che, invece, non avranno nulla da dire sulla mia voglia di partire. Neanche sulla gioia che assaporerò ad ogni sottopassaggio o passaggio cementificato in cui i polmoni avranno la loro estate di San Martino. E se anche dovessero essere 42km e rotti di colpi di tosse e respiro affannoso, alla fine sarò sempre io a decidere, e non le circostanze, se la mia gara sarà un successo oppure no. Non vedo l'ora.

domenica, marzo 24, 2019

Inizio stagione trail: Lindkogel Trail

Con la medaglia di legno al collo
Se l'inizio si vede dal mattino, questa si prospetta una stagione molto dura. Oggi mi sono presentato ai nastri di partenza del Terzo Lindkogel Trail, gara a cui ho già partecipato due anni fa, per tornare ad assaporare il clima del trail con un numero di gara. Ma anche per testare un po' il mio stato di forma.
Il mio risultato, però, è stato molto scadente. Dalle 3h:39' del 2017 sono passato a 4h:28' nel 2019 sullo stesso identico percorso e meteo simile. Non è stata una bella corsa, ma semplicemente una tortura. Un ambiente così ostile, per quasi la totalità del percorso (in tutto 33km con 1300D+), non l'avevo mai provato. Già al secondo chilometro potevo già tornare a casa a respirare aria più adatta al mio sistema immunitario, che con certe piante proprio non va d'accordo. Per questo motivo ho già quasi cancellato dalla mia agenda le gare in maggio e fine aprile, ma per i prossimi anni penso di farlo anche per marzo. La classifica finale si trova qui.
A due settimane dalla maratona di casa, qui a Vienna, questo risultato è tutt'altro che incoraggiante.

Unica nota positiva della giornata, la bella gita fuori porta organizzata dal Team "Grazie Mille" che per l'occasione, a gara terminata, si è riunito in una bella gelateria di Bad Vöslau.