martedì, settembre 11, 2018

La prossima gara? Adamello of course!

Passato l'esperimento non molto fortunato del Vienna Trail per vedere il mio stato di forma, ecco che si sta avvicinando a grandi passi il mio prossimo appuntamento. Che naturalmente sarà l'Adamello Ultra Trail edizione 2018, che da quanto ho appreso sul sito, sarà su di un percorso un po' diverso dalle altre edizioni. Finirlo per la quarta volta filata nonostante tutto, non sarebbe affatto male.

Dal video della gara Leadville 100 miglia,
una scena del breefing pregara: "I commit, I won't quit"

martedì, agosto 28, 2018

Vienna Trail

Sul percorso
Passati gli strapazzi del Dirndltal, dopo due settimane mi sono concesso un'uscita su una gara molto più veloce e spedita. Non che le mie gambe fossero pronte per una nuova gara, ma ero curioso di vedere il mio stato di forma quando il percorso è di quelli dove bisogna spingere e lasciare andare le gambe alla grande.

Il tempo finale di 1h:35' è stato meglio delle aspettative, anche se alla fine ho pagato 15 minuti in più rispetto allo scorso anno per coprire i 14km con i suoi 700D+ previsti.
Anche se mi aspettavo di fare peggio, non credo, ormai, che sia la velocità che riesca a farmi uscire da questa situazione di impasse, dove la zona inguinale proprio non ne vuole sapere di tornare in condizioni normali.
Ora vediamo quello che arriverà.





domenica, agosto 05, 2018

Dirndtal Ultratrail 2018

Premiazione ex-equo con Markus Srb
Non potevo mancare al classico appuntamento del Dirndtal Ultratrail edizione 2018 (111km 5000 D+). Seppure ancora menomato da una pubalgia che non vuole lasciarmi correre come vorrei, sono riuscito a portare a termine il giro del Dirndtal per la quinta volta superando non poche difficoltà. Il tempo finale di 21h:09' per la 33-ema posizione  sono molto lontani dalle mie migliori prestazioni su questo percorso, però riuscire a terminare la gara per la quinta volta, nonostante tutte le difficoltà incontrate, ha un sapore particolare.

Si può discutere a lungo del bisogno di compiere sforzi del genere quando il corpo proprio non ne vuole sapere ed escogita tutti i possibili malesseri per poter terminare anzitempo un simile sforzo. È stato un lungo processo, che è iniziato molto prima della gara, dove ad ogni allenamento, o pausa forzata, finiva sempre con il pensiero: "Debbo proprio partire in queste condizioni?".  Ma a farmi partire è stato il pensiero di uno spiraglio favorevole e nella consapevolezza, che per vedere la linea del traguardo, sarebbe stato necessario lottare. E lottare contro chi? Prima di tutto con il mio ego, abituato in questa gara a stare appena dietro ai primi. Qui dovevo accettare il fatto di viaggiare con chi andava molto più piano, fuori da ogni piazzamento o ambizione di tempo. Poi c'era la pubalgia, esplosa come se fossi un calciatore veterano, una bestia che ti illude negli allenamenti omeopatici, ma poi ti zavorra in quelli che contano togliendoti ogni certezza. Il caldo micidiale non è stato affatto d'aiuto, anzi, ha spianato la strada a crampi devastanti che mi hanno costretto a camminare in discesa e una volta addirittura disteso a terra impedendomi di rialzarmi ad ogni tentativo. Anche lo stomaco ha recitato la sua parte di asino  davanti al leone ferito e anche non trovando nessun appunto contrario, come aver assunto cibi, bevande, o peggio, pastiglie che lo possano irritare, ha deciso lo stesso di sferzare un calcio maledetto costringendomi a pause forzate per nausea o diarrea. Eppure non ho mai perso il controllo, lasciando sfogare il corpo alle sue irritazioni del momento per poi continuare come se niente fosse. Pensando alla gioia di tagliare il traguardo in queste condizioni, dicevo al mio corpo che oggi era inutile mettersi di traverso, che al massimo quello che poteva ottenere era un inutile prolungamento della pena. Della sua pena, per essere precisi.

Per concludere, mi piace ricordare una sessione di allenamento pregara delle più proficue. Vale a dire la visione della scena di Ulisse quando si fa legare al palo della vela per sentire il canto delle sirene. Stringi più forte diceva al suo secondo. Si trova in rete alla metà del prezzo di una visita ortopedica, di quelle che ti fanno un'ecografia per escludere che. Una risonanza per escludere la. Tutto per finire con la solita ricetta di antinfiammatori, terapie laser stile discoteca anni 80. Con l'ultimo passo il lasciapassare al fisioterapista di turno, che mi spiega che ho un blocco, un accorciamento, mancanza di streching, trigger doloranti, assoluto bisogno di nastri adesivi colorati, una dieta ottimale e via discorrendo.
Mentre quello che mi mancava veramente,invece, era di tagliare il traguardo di un'ultra come il Dirndltalextrem.
Solo per una volta ancora.


Partenza

Primi chilometri

Quando ancora sembrava andare tutto bene.
Appena prima del CP2

sabato, giugno 30, 2018

24 ore a Irding

Come lo scorso anno, anche in questo 2018 mi sono presentato ai nastri di partenza della gara delle 24 ore a Irdning, che nel 2019 ospiterà anche i mondiali di specialità.
Meteo non molto differente dalla precedente edizione con la differenza di una pioggia fin dalla partenza, un meteo che a me non dispiace.

Sulla mia gara c'è poco da dire. Sono partito tranquillo nelle retrovie ma neanche dopo tre ore gli adduttori, provati dai due tornei di calcio affrontati a metà giugno, non mi hanno più permesso di correre. Così non mi è rimasto altro che salire in macchina e tornare a casa con soli 26km di corsa all'attivo, che mi sono valsi la penultima posizione in classifica.

Partito e arrivato penultimo



giovedì, giugno 14, 2018

Verso la 24h di Irdning

Archiviata la trasferta di Stoccolma, è arrivato il momento di finalizzare la mia preparazione verso la gara di Irdning, dove, dopo il debutto dello scorso anno, riproverò a cimentarmi  nella gara delle 24 ore.
Il mio fisico è molto provato da quest'ultimo periodo di allenamenti (sconfinati anche nel calcio) e gare al contagocce. Sono emersi dolori strani mai avuti e a due settimane dalla partenza non sono di certo di conforto obbligandomi  ad una pausa forzata.

domenica, giugno 03, 2018

Maratona di Stoccolma

Terminata anche la maratona di Stoccolma, la mia ventesima gara su questa distanza.
Condizioni ambientali non molto differenti rispetto alla maratona di Vienna, se non peggiori, con molto caldo (29 gradi), pollini molto fastidiosi e start alle ore 12. Un mix che mi hanno fatto propendere molto alla svelta per una conduzione di gara da gita turistica. Visto il meteo davvero inusuale a queste latitudini, e l'ora, tutta la città ha partecipato all'evento incitando tutti i corridori. 14500 i finisher, perlopiù scandinavi. Percorso sempre ricco di piccoli saliscendi e qualche tratto davvero inusuale, come un pezzo del tunnel della tangenziale. L'arrivo nello stadio di atletica, la medaglia della quarantesima edizione, la maglietta da finisher e il ricco ristoro finale hanno dato molto pregio alla manifestazione.
 
Il mio tempo di 3h:56':15" mi ha regalato la posizione 2881. Heja!





domenica, maggio 06, 2018

Avanti

Archiviata la maratona di Vienna, è arrivato il momento di finalizzare la preparazione per le prossime gare. Visto il clima attuale, probabilmente non indosserò più il pettorale in maggio, ma salterò direttamente a giugno con la maratona di Stoccolma. Il vero obbiettivo, però, rimane la 24H di Irdning del prossimo 30 giugno.

Per me è veramente difficile pianificare un allenamento specifico per una gara come la ventiquattr'ore, anche se l'ho già affrontata lo scorso anno. Visto i risultati, mi hanno consigliato di fare la stessa preparazione dello scorso anno, magari cambiando qualche piccolo dettaglio.
Ma che preparazione ho fatto lo scorso anno dopo la maratona di Vienna? La maratona del Welsch, il Trail del Salame e la Mozart 100 due settimane prima della gara.  In mezzo poco o nulla. Sulla Mozart, che è durata quasi 16 ore, ho dei grossi dubbi che sia stata allenante per Irdning, perché neanche due settimane per recuperare sono troppo poche per smaltirla completamente.

Quando guardo varie tabelle di allenamento che si trovano in giro per la rete, mi sento decisamente a disagio. Chilometraggi settimanali molto pesanti conditi da espressioni tipo non tralasciare la sessione veloce, quella collinare e la sessione a ritmo mezza maratona. Un esempio? La terza settimana di un piano con obbiettivo 180km (FMC = Frequenza Massima Cardiaca):
LU: 2h bici tranquilli
MA: 10km collinari 70% FMC
ME:  15km in 80% FMC
GI: 10 x 1000 intervalli SB
VE: 20km in 70% FMC
SA: palestra pesi
DO: 30km in 70% FMC
Mentre la sesta settimana:
LU: 1h piscina
MA: 30km
ME: 30km
GI: 30km
VE: 30km
SA: palestra
DO: riposo

Che poi l'obiettivo finale della tabella è 180km. Per quanto mi riguarda, sono lontano anni luce da piani come quello riportato sopra.